© Gian Butturini, Earl’s Court, London 1969 (modern print) courtesy Heillandi Gallery




© Gian Butturini, Danza di donne arabe nel deserto, Sahara 1982 (modern print) courtesy Heillandi Gallery




© Gian Butturini, Ragazzi in sobborgo di Santiago, Cile 1973(vintage print) courtesy Heillandi Gallery




© Gian Butturini, Giovane donna alla finestra di casa, Habana 1971 (modern print) courtesy Heillandi Gallery




© Gian Butturini, Bambino alla porta socchiusa della baracca dove vive
1973
Perù, Cile, 1973 (modern print) courtesy Heillandi Gallery




© Gian Butturini, Miliziano del Fronte Polisario su Land Rover con kalashnikov, 1982, Sahara (modern print) courtesy Heillandi Gallery




© Gian Butturini, Ragazzo tra le macerie, Belfast 1971
(vintage print) courtesy Heillandi Gallery

Nel 1969 Judy Garland moriva di overdose nella sua casa di Londra, Brian Jones annegava in piscina, John Lennon sposava Yoko Ono e restituiva alla Regina Elisabetta la MBE (la medaglia che lo rende Membro dell’Impero Britannico) ricevuta come membro dei Beatles, «in segno di protesta contro il coinvolgimento bellico del Regno Unito nella cosa Nigeria-Biafra, contro il nostro supporto d’America e contro la bassa posizione del mio singolo Cold Turkey», mentre la capitale inglese respirava la fine della ‘Swinging Sixties‘ e dell’innocenza perduta finita nell’obiettivo del 34enne Gian Butturini, giunto dall’Italia per montare la struttura di un padiglione espositivo londinese.

“Mi ero occupato di grafica e design fin dal 1956. Allora erano tempi di boheme, all’Accademia di Brera e si passavano interminabili serate al Jamaica, magari in compagnia di Manzoni, Birolli, Fontana e Salodini, che tenevano banco con le loro inquietudini esistenziali.

Il plastico faceva bella mostra di sè, sul tavolo della sala riunioni di Mr. Talbot, il manager inglese di Beloit Italia. Era piaciuto il progetto architettonico: quattro parallelepipedi di diversa altezza formavano una grande scultura, che avrebbe rotto la monotonia del padiglione espositivo alla Interplast di Londra.

“Il progetto mi ha convinto – attaccò Mr. Talbot – e pertanto si ritenga impegnato per tutto il mese di giugno! Partirà per Londra per dirigere il montaggio della struttura; sono sicuro che farà un buon lavoro” Gian Butturini

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Gian Butturini ai confini del mondo e dell’umanità pubblicato su Clickblog.it 13 aprile 2017 09:18.

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