Ancona

Ancona

Local manager Roby Ciaffoni

@igancona

Ancona è una città sulla costa adriatica italiana e capoluogo delle Marche. È nota per le spiagge, come la spiaggia del Passetto, e il Duomo di Ancona situato su una collina. Nel centro città, la Fontana del Calamo è una fontana con maschere di bronzo di figure mitiche. Di fronte al porto si trovano l’antico Arco di Traiano e il Lazzaretto, un centro di quarantena del XVIII secolo su un’isola artificiale pentagonale.

Storia

L’attuale zona centrale di Ancona ospitava alcuni insediamenti già nell’età del bronzo (III millennio a.C.). Nell’età del ferro (secolo X a.C.) fu un villaggio piceno. Nel 387 a.C. un gruppo di Greci provenienti da Siracusa, attratti da grande porto naturale, fondò la città sul colle Guasco.
Dal 113 a.C. Ancona può considerarsi città romana. Comprendendol’importanza strategica e commerciale che aveva Ancona,l’imperatore Traiano fortificò la città e ne ampliò il porto.
Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente Ancona, dopo il dominio dei Goti, fu tra i possessi dell’Impero Romano d’Oriente.
Dopo un breve periodo sotto il dominio longobardo, nel 774 d.C. la città passò allo Stato della Chiesa.
Alla fine dell’XII secolo Ancona è un libero comune ed una repubblica marinara. Si scontrò così sia con il Sacro Romano
Impero, che tentò ripetutamente di ristabilire il suo effettivo potere, sia con Venezia, che non
accettava nell’Adriatico un’altra città marinara. La forza di Ancona, comunque, era tale che nel
1137 respinse l’imperatore Lotario II, nel 1167 l’imperatore Federico Barbarossa e nel 1174
l’Arcivescovo Cristiano di Magonza, luogotenente del Barbarossa.
Nel 1532 Ancona dovette rinunciare all’indipendenza poiché il papa Clemente VII la incorporò
nei domini dello Stato Pontificio. A causa della scoperta dell’America, e della caduta di
Costantinopoli nelle mani dei Turchi, il centro dei commerci si era ormai spostato dal
Mediterraneo all’Atlantico e per tutte le città marinare italiane, compresa Ancona, iniziò un
periodo di recessione che durò per tutto il XVII secolo e ebbe sollievo solo con papa Clemente
XII, che nel 1732 concesse il porto franco, grazie al quale l’economia vide una nuova luce.
Nel 1797 Napoleone occupò la città e proclamò la Repubblica Anconitana, che nel 1798 venne
annessa alla prima Repubblica Romana. Dopo alterne vicende ed assedi che la videro passare in
mano francese ed austriaca, nel 1815, con la Restaurazione, la città tornò a far parte dello Stato
Pontificio. Il dominio francese aveva però lasciato nella città le idee rivoluzionarie di libertà, e
questo permise la diffusione della Carboneria; Ancona partecipò ai moti del 1831-33 che
vennero repressi con processi e condanne a morte.
Al termine della Prima guerra di indipendenza, nel 1849, Ancona si dichiarò libera dal dominio
papale e appartenente alla seconda Repubblica Romana. Il Papa allora chiamò gli austriaci per
riprendere il possesso delle sue terre: la città di Ancona per settimane resistette eroicamente
all’assedio austriaco. Con la sconfitta degli austriaci a Castelfidardo nel 1859 e l’ingresso in città
dei generali Cialdini e Fanti nel 1860 Ancona e le Marche entrarono a far parte del Regno
d’Italia.
Durante il ventennio fascista la città di Ancona ebbe un notevole sviluppo urbanistico. Negli
ultimi anni della seconda guerra mondiale, a causa della sua importanza strategica, subì
numerosissimi bombardamenti da parte delle forze alleate, che dovevano preparare il passaggio
del fronte. In particolare, il 1° novembre 1943 fu uno dei più tragici eventi della storia della
città: in pochi minuti duemilacinquecento persone persero la vita e gran parte del tessuto
edilizio storico fu irreparabilmente danneggiato. Finalmente il 18 luglio 1944 il generale
Władysław Anders, a capo dell’esercito polacco, entrò in Ancona e la liberò dai tedeschi.
Da segnalare negli ultimi anni vi è la fondazione dell’università, nel 1959, e la riapertura del
Teatro delle Muse, nel 2002. Nel 2008 il governo ha scelto Ancona come prestigiosa sede del
Forum dell’Adriatico e dello Ionio, che raggruppa i rappresentanti di Italia, Slovenia, Croazia,
Montenegro, Albania, Grecia.

Roby Ciaffoni

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Emanuele

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