Fermo

Fermo

Local manager Samantha Ercolani

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Fermo è un comune italiano di 37 235 abitanti, capoluogo della provincia omonima nelle Marche. È sede arcivescovile. Dista circa 6 km dal mare Adriatico.

Storia

Sorge sulla sommità e lungo le pendici del Colle Sàbulo (affacciato sul mare Adriatico, su un contrafforte che domina le valli del Tenna e dell’Ete) e si sviluppa fino al litorale, nella parte centro – sud della Regione Marche (a circa 60 km da Ancona, 85 da Pescara, 240 da Roma e 260 da Bologna).


Nobile e antichissima città con origini preromane, importante colonia latina, poi nel 90 a.C., a seguito della guerra sociale, i suoi residenti ottennero cittadinanza romana (Lex Julia). Dopo la caduta di Roma, per breve tempo è stata sede di un Ducato, poi per quasi due secoli di una importante Marca che si sviluppava dal fiume Musone (vicino ad Ancona) fino al Sangro (poco più a sud di Pescara), dagli Appennini al mare Adriatico (superfice pari alle attuali province di Macerata, Ascoli, Teramo e Pescara); attorno al XIV sec. è stata capitale di un piccolo Stato con ottanta castelli tra Ascoli e Macerata (“Comitato Fermano”), nel 1130 si è eretta in comune: si ha la prima prova documentale dell’esistenza di consoli; nei quattro secoli a seguire l’indipendenza comunale si alterna con alcune signorie fino all’arrivo dello Stato pontificio.
Dal XVI secolo, durante il lungo dominio pontificio, è stata sede di una sorta di stato con un po’ di autonomia che è andata diminuendo sempre di più fino a diventare un semplice capoluogo di una provincia (delegazione). Sotto il breve dominio napoleonico è stata eretta a capoluogo del Dipartimento del Tronto, che andava dal fiume Chienti al Tronto (e che comprendeva anche Ascoli e Camerino). Dopo la Restaurazione, di nuovo capoluogo di provincia (delegazione pontificia) e attivissima sede di moti carbonari; aderì subito alla Repubblica Romana del 1849.
Infine nel 1860 con un plebiscito Fermo ha votato a favore della sua annessione all’Italia in cui è stata inizialmente confermata capoluogo di una provincia con quarantasette comuni e 110.000 abitanti, poi accorpata a quella, più piccola, di Ascoli, città nella quale è stata spostata la sede del capoluogo.

Oggi Fermo è una importante città di studi e di cultura, ricca d’arte e di monumenti, sede arcivescovile metropolitana, di due università (la statale di antiche origini e la più recente ecclesiastica), di due tribunali (ordinario ed eccelsiastico), capoluogo di una provincia ecclesiastica (arcidiocesi metropolitana), formata dalla propria diocesi, più le cinque diocesi suffraganee di Ascoli, San Benedetto, Macerata, San Severino e Tolentino.
È anche importante centro industriale e discreta stazione balneare con otto chilometri di spiaggia (a cui vanno aggiunti i quattro di Porto San Giorgio).
Il suo territorio, dalla smisurata Marca medievale, si è ristretto sempre di più e oggi Fermo è capoluogo di un piccolo territorio di 40 comuni (860 kmq e 180.000 abitanti circa) situato tra la vallata del fiume Chienti (confine con la provincia di Macerata) e la vallata dell’Aso (confine con l’Ascolano) che secondo il progetto di legge Cesetti 6447, dal gennaio 2002 dovrebbe tornare ad essere una provincia a sé.

Con Porto San Giorgio, che è totalmente inglobata all’interno del comune di Fermo, e con cui ormai è unita anche urbanisticamente, si forma un unico agglomerato di circa 52.000 abitanti formato da una parte alta (centro storico e nuovi quartieri di Fermo) e una parte bassa (con Porto San Giorgio al centro e moderni quartieri litoranei di Fermo, a nord e a sud, per una lunghezza di oltre dieci chilometri sulla costa ).
Le due parti sono ben collegate tra loro da una superstrada e da quattro strade provinciali.
Porto di Fermo, da sempre scalo naturale della città e spiaggia dei fermani, ha ottenuto autonomia amministrativa per la prima volta nel XII sec. (Castel San Giorgio) e, dopo numerosi periodi di riunificazione con Fermo, per l’ultima volta nel 1878 (Porto San Giorgio).
Negli ultimi tempi si torna a parlare di una riunificazione dei due comuni. Quindici anni fa si tenne anche un referendum consultivo. Il recente ripristino di stretti rappporti di collaborazione tra le due amministrazioni comunali ha riproposto all’attenzione la questione della riunificazione amministrativa di due centri che, di fatto, costituiscono da sempre un’unica città.
Alta la densità di popolazione nel circondario con i comuni (confinanti) di P. S. Giorgio, P.S.Elpidio, S. Elpidio a M. e M.Urano si arriva a 96.000 abitanti.
Con gli altri 7 comuni confinanti si arriva a 110.000 abitanti circa.
L’intero territorio fermano ospita circa 180.000 abitanti.

Fermo ha una delle più antiche università d’Italia, istituita come schola dall’imperatore carolingio Lotario I nell’ 825 d.C. (stesso anno dell’apertura di quelle di Pavia, Bologna e Parigi) giunta fino al secolo scorso, poi riaperta in questo. Nel medioevo era fiorentissima, aveva 1200 studenti (provenienti anche dalla Dalmazia) tanto da rivaleggiare con l’università di Bologna.
Aperta invece in questo secolo, è attiva anche l’Università Teologica Marchigiana, unica nella nostra regione, con sede anche ad Ancona.
Fermo è sede dell’Istituto tecnico industriale “Montani”, il primo in Italia, fondato il 6 aprile del 1854 come Opera Pia Montani grazie ad un lascito dei conti fermani Girolamo e Margherita Montani, poi diventato Istituto d’arti e mestieri quindi Scuola Industriale delle Marche (che secondo una recente indagine del “Il Sole 24Ore” è considerato ancora oggi tra i sette migliori in Italia), del Conservatorio statale di musica “G.B. Pergolesi” e dell’unico Centro studi e Collegio di Polizia esistente in Italia (realizzato grazie all’interessamento del generale Galli, fermano, e dell’allora capo del governo sen. Tambroni), inaugurato nel 1960, che ospita figli di dipendetenti della Polizia di Stato.
A Fermo hanno luogo da anni corsi di vario genere (lingua, perfezionamento ecc…) per stranieri.

A Fermo è stata fondata oltre trent’anni fa la “Comunità di Capodarco” progetto esemplare a livello internazionale di comunità d’accoglienza, che – non a caso – dal 1990 è stata scelta come sede nazionale del Coordinamento Nazionale Comunità d’Accoglienza. La Comunità di Capodarco ha molte sedi affiliate in tutta Italia e opera anche all’estero.

Numerosissime le iniziative avviate nell’associazionismo e nel volontariato (di cui ottimo esempio oggi è il Ricreatorio San Carlo), che sono naturale prosecuzione della notevole tradizione di Fermo, per secoli ricca di istiuti di beneficienza, di carità, ospedali, ospizi, orfanotrofi, conservatori maschili e femminili ecc..

Il Tribunale di Fermo ha giurisdizione su 44 comuni della provincia (il Tribunale di Ascoli su 29 comuni) e, per numero di nuove cause iscritte ogni anno è secondo nelle Marche soltanto a quello di Ancona (che ha giurisdizione sull’intera provincia di 49 comuni ed è anche sede di Corte d’Appello).

Il Collegio senatoriale di Fermo comprende 53 comuni: 34 in provincia di Ascoli e 19 in provincia di Macerata tra cui Civitanova.Image9.jpg (72767 byte)

La Biblioteca comunale di Fermo, ha origine nel 1511, è istituita nelle forme attuali nel 1688, è la più ricca delle Marche e tra le prime dieci in Italia (conserva oltre 420.000 pezzi tra volumi, cinquecentine, stampe, disegni e incunaboli).

Il Teatro dell’Aquila (foto a destra, inaugurato nel 1791 e restaurato più volte, da ultimo negli anni 1985-1997), opera dell’architetto Cosimo Morelli, è uno dei principali della penisola per tradizione e per antichità: prima di Fermo avevano il loro teatro lirico solo Napoli, Torino e Milano. Può contenere circa mille spettatori (il Teatro dell’Opera di Roma poco più di mille, la Scala di Milano e il San Carlo di Napoli quasi duemila); autentico vanto della città, è il più grande e bello delle Marche e delle regioni vicine.

A Fermo ha sede l’Orchestra Internazionale d’Italia.

Fermo è capoluogo di una Provincia ecclesiastica che include l’Arcidiocesi di Fermo e, come suffraganee, le diocesi di Ascoli Piceno (annessa nell’aprile 2000), San Benedetto-Ripatransone-Montalto, Macerata, San Severino e Tolentino.
Dopo la recente aggregazione della diocesi di Ascoli, la provincia eccelsiastica di Fermo è, per estensione territoriale, tra le prime venti in Italia.
Nelle Marche esistono tre province ecclesiastiche con capoluoghi Pesaro, Ancona e Fermo.

L’Arcidiocesi di Fermo è nata (come diocesi) nel III sec. d.C., il primo vescovo di Fermo fu S. Alessandro. Fu elevata in arcidiocesi con bolla del 24 maggio 1589 di papa Sisto V (la diocesi di Ancona fu elevata solo nel 1904) e da allora la Cattedrale è classificata “metropolitana” (non nel senso attuale ma in quello originario che deriva dal greco: metér (madre) e polìs (città): città madre cioè città principale, capoluogo, capitale) e l’arcivescovo di Fermo è metropolita.
L’Arcidiocesi di Fermo è la più vasta delle Marche sia per popolazione (circa 280.000 abitanti) che per estensione territoriale (oltre 1.400 kmq e 45 chilometri di litorale).
Fermo ha avuto nella sua storia 90 tra vescovi e arcivescovi di cui ben 15 cardinali; due sono diventati papi: Pio III (il senese Francesco Todeschini Piccolomini, nipote del precedente Pio II, Enea Silvio Piccolomini) e Sisto V (il marchigiano Felice Peretti), un terzo (il cardinale fermano Filippo De Angelis) non fu eletto papa per pochi voti (al conclave si classificò terzo al suo posto comunque salì al soglio pontificio il marchigiano Pio IX, Giovanni Mastai Ferretti di Senigallia, l’ultimo papa dello Stato Pontificio e che ha vissuto il processo di formazione dell’Unità d’Italia).
Fermo è stata sede cardinalizia fino al 1895.

Dal 1938 Fermo è sede di un tribunale regionale: il Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno che ha giurisdizione su tutti i comuni delle Marche (venti tra diocesi e arcidiocesi) nonché addirittura su cinque comuni dell’Abruzzo (Ancarano, Valle Castellana, Colonnella, S. Egidio alla Vibrata e Martinsicuro) perché essi ricadono nelle diocesi marchigiane di Ascoli e di San Benedetto-Ripatransone-Montalto.
I Tribunali Ecclesiastici Regionali trattano solo di cause matrimoniali. Ogni regione ne ha uno.

Il distretto industriale di Fermo è il primo in Italia nel settore della produzione del cappello, tutta concentrata a Montappone e Massa Fermana (90% della produzione nazionale) e della calzatura per quantità della produzione (70 % di quella nazionale) e per numero di industrie presenti non solo a Fermo ma anche nei centri del comprensorio (S. Elpidio a Mare, Porto S. Elpidio, Monte Urano e Montegranaro i principali): complessivamente circa 450 aziende medio-piccole (per un totale di quasi cinquemila addetti), tra le quali sono compresi gli stabilimenti di Diego Della Valle, uno dei maggiori industriali calzaturieri in Italia (produce scarpe col marchio Tod’s).

Samantha Ercolani

@sampifluo

 

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