A più di un quarto di secolo dal crollo dell’Unione Sovietica, anche la Mosca che non dorme mai di Putin si barcamena tra nuovi miti e vecchi fantasmi, mentre quelli originati dalle lunghe esposizioni di Alexey Titarenko a San Pietroburgo, hanno fatto il giro del mondo, incontrando quelli di New York, L’Avana e Venezia.

Nato nella vecchia Leningrado del 1962 e diventato il più giovane membro del club fotografico indipendente Zerkalo a soli 15 anni, nell’autunno del 1991 Alexey Viktorovich Titarenko, piazza per giorni la sua Hasselblad vicino all’ingresso della stazione della metropolitana Vasilievostrovskaia, usando la lunga esposizione per riprendere il flusso di gente del quartiere dello shopping e dar corpo alla cupa sensazione che avverte nel quotidiano.

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Nella città delle ombre di Alexey Titarenko pubblicato su Clickblog.it 02 maggio 2017 09:27.

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