A Mercatello sul Metauro, nelle Marche, c’è una gara in cui non si corre, non si salta e non serve il cronometro. Si prende un impasto di uova e farina, si impugna il matterello e si comincia a tirare la sfoglia. Poi entrano in scena i giudici, che osservano ogni dettaglio: spessore, uniformità, forma, tecnica e manualità. Perché qui la sfoglia non è semplicemente pasta.
È cultura.
La competizione fa parte dello storico Palio del Somaro e Sagra della Tagliatella, una delle manifestazioni più sentite del Montefeltro, dove i quattro cantoni del borgo si sfidano non solo nelle celebri corse sui somari, ma anche in prove che raccontano la vita di un tempo: dal taglio del tronco alla gara della sfoglia, sia maschile che femminile.
Ed è forse questa la parte più bella. In un’epoca in cui quasi tutto si misura in secondi, qui conta un gesto che si tramanda da generazioni. Il rumore del matterello sul tavolo di legno, le mani che sanno già dove andare senza pensarci, lo sguardo delle nonne che vale più di qualsiasi ricetta scritta.
C’è anche una piccola curiosità: un tempo ogni famiglia aveva il proprio modo di tirare la sfoglia, tanto che bastava guardarla per capire da quale casa provenisse. C’era chi la preferiva sottilissima, quasi trasparente, e chi lasciava qualche decimo di millimetro in più perché “la tagliatella deve avere carattere”. Ancora oggi queste differenze fanno discutere… esattamente come succede davanti a un buon piatto di pasta.
Nel video la signora Teresa, 88 anni e tanta passione.
🎥 @masha.ledina
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