Enna e Caltanissetta

Enna e Caltanissetta

Local manager Vincenzo e Rino Navarra

@ig_enna_caltanissetta

Enna, sita al centro, è l’unica provincia siciliana senza sbocchi sul mare: confina a nord con la provincia di Messina, ad ovest con la provincia di Palermo e la provincia di Caltanissetta, ad est con la provincia di Catania e a sud ancora con Caltanissetta e Catania.

La provincia regionale di Caltanissetta è stata soppressa e sostituita dal libero consorzio comunale di Caltanissetta.

Confina a nord con la provincia di Palermo, a est con la provincia di Enna, la provincia di Catania e la provincia di Ragusa e ad ovest con la provincia di Agrigento.

Storia

La provincia di Enna venne istituita nel 1927 come Provincia di Castrogiovanni, con sigla automobilistica CG, inglobando territorio dei soppressi circondari di Nicosia (sino ad allora in provincia di Catania) e di Piazza Armerina, smembrato dalla provincia di Caltanissetta. Nella scelta del capoluogo influì notevolmente il fatto che l’importante uomo politico ennese ed insigne meridionalista, Napoleone Colajanni fosse vicino al Fascismo. Il capoluogo, che mutò denominazione in Enna a dicembre dello stesso anno, fu preferita, nonostante l’infelice collocazione geografica, alla più importante Piazza Armerina, storica sede episcopale dell’area e meglio collegata dalle varie vie di comunicazione, ma meno gradita al regime per il locale vescovo Mario Sturzo, fratello di Luigi, (fondatore del Partito Popolare) di chiare posizioni antifasciste.

Il primo prefetto della provincia ennese fu Giuseppe Rogges, nominato direttamente dal duce. A ricordo dell’evento una delle piazze centrali di Enna si chiama piazza VI Dicembre. Nel 2006 ricorre inoltre l’80º anniversario della costituzione della Provincia, celebrato con una serie di mostre, convegni e proiezioni.

Con lo Statuto speciale siciliano nel 1946 furono soppresse le province siciliane. Furono ricostituite nel 1963, recependo la normativa nazionale e furono trasformate in “province regionali” nel 1986.

Il 28 marzo 2014 è stata prevista la soppressione delle nove province regionali sostituite da nove liberi consorzi comunali e tre aree metropolitane in seguito all’entrata in vigore della legge approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo 2014. Una ulteriore legge regionale disciplinerà compiti e funzioni di questi nuovi enti, mentre ogni provincia è stata retta da un commissario straordinario nominato dalla giunta regionale

La storia della provincia di Caltanissetta è comune a quella delle province contigue; l’insediamento umano più testimoniato sembra quello sicano con una persistenza nel tempo maggiore nelle aree interne che nelle zone costiere dove appare già nel VII secolo a.C. ben chiaro l’elemento greco. I Siculi sembrano aver colonizzato principalmente le zone costiere spingendosi verso l’interno sotto la pressione dei greci.

Fino al tempo dei Borboni il territorio regionale era suddiviso fra i tre valli, il Vallo di Mazara, il Val Demone e il Val di Noto, le tre macro aree, il cui confine era definito in senso nord-sud dalla linea dei due fiumi, Imera Settentrionale e Imera Meridionale.

La provincia di Caltanissetta nacque quando i Borboni nel 1818 suddivisero in province la regione creando anche quelle di Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Trapani e Agrigento. La provincia di Caltanissetta allora comprendeva il 40% di quella che dal 1926 fu provincia di Enna, compreso il capoluogo (allora Castrogiovanni) e il 10% del territorio poi assegnato alla provincia di Ragusa.

Nel periodo borbonico la storia della provincia fu strettamente legata a quella dello sfruttamento dei giacimenti di zolfo la cui proprietà era mano ad alcune famiglie nobili ma la cui concessione per lo sfruttamento era in mano a società straniere e che fu funestata da immani tragedie per incendi e crolli in cui perirono molti sconosciuti e sfruttati minatori locali, a volte poco più che bambini. In funzione delle miniere la provincia fu interessata dalle costruzioni ferroviarie della società ferroviaria settentrionale Vittorio Emanuele prima ancora che in altre zone con le direttrici, Catania-Caltanissetta-Canicattì e Canicattì-Licata completate tra il 1876 e il 1878, verso i due porti estremi di Catania e di Licata.

Con lo Statuto speciale siciliano del 1946 furono soppresse le provincie siciliane. Furono ricostituite nel 1963, recependo la normativa nazionale e furono trasformate in “provincie regionali” nel 1986.

Il 28 marzo 2014 fu prevista la soppressione delle 9 provincie regionali, sostituite da nove “Liberi Consorzio comunali ” e 3 aree metropolitane in seguito all’entrata in vigore della legge approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo 2014. Una ulteriore legge regionale disciplinerà compiti e funzioni di questi nuovi enti, mentre ogni provincia è, nel frattempo, retta da un commissario straordinario nominato dalla giunta regionale.

Vincenzo

@aboutmyway

Rino Navarra

@rynavarra

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