Monza e Brianza

Monza e Brianza

Local Manager Cecilia Miradoli e Alessio Battilomo

@ig_monza_brianza


La provincia di Monza e della Brianza confina a nord con la provincia di Lecco e con la provincia di Como, a ovest con la provincia di Varese, a est con la provincia di Bergamo e con la città metropolitana di Milano, con cui confina anche a sud.


Si tratta di una provincia sparsa ed è nata dallo scorporo della allora provincia di Milano.

Storia

L’area occupata dall’odierna Monza era abitata fin dall’età del Ferro. In epoca romana Monza, allora chiamata Modicia, diventa il centro più importante del territorio, pur restando dipendente dalla vicina Mediolanum (Milano): grazie alla sua collocazione sulle rive del Lambro, fra ampie zone selvose, diviene uno snodo viario fra Milano e la Brianza, la via Bergamo-Como e il nord. I ritrovamenti archeologici dell’epoca fanno pensare che le dimensioni di Modicia fossero modeste.

Monza acquista prestigio solo alla fine del V secolo grazie a Teodorico che, successivamente alla conquista di Milano, la sceglie come sede di un suo palazzo perchè ne apprezza il clima estivo temperato e salubre. Grazie alla posizione geografica e strategica si avvia a diventare uno dei centri più importanti del Regno Longobardo. La fortuna della città accresce con la regina Teodolinda, moglie dei due re Longobardi Autari e Agilulfo: di fede cattolica, sceglie Monza come sua sede e vi fa erigere un palazzo e una cappella palatina dedicata a S. Giovanni Battista, dove nel 603 viene battezzato l’erede al trono Adaloaldo.

Nei due secoli successivi la città di Monza, corte regia, prospera e accresce la propria indipendenza sia in campo amministrativo che religioso da Milano. Le prime testimonianze scritte di incoronazioni di re d’Italia a Monza sono del XII secolo: Federico I, il Barbarossa, incoronato re d’Italia nel 1158, prende la città sotto la protezione imperiale e vi costruisce un nuovo grande palazzo utilizzando i materiali di demolizione delle mura di Milano. Con la nascita del Comune, dal XII secolo, inizia per Monza un periodo di grande sviluppo urbanistico ed economico: si afferma un artigianato legato alla tessitura e alla lavorazione dei pannilana.

Sul finire del XIII secolo la struttura urbanistica della città è caratterizzata da una forte concentrazione di edilizia conventuale e monastica. Il Comune si allontana dalla potestà feudale dell’arciprete del Duomo e sceglie come propria sede l’Arengario. Nello stesso periodo Monza prende parte alla lotta fra le famiglie dei Visconti e dei Della Torre, che si contendono il primato nel Milanese; successivamente alla battaglia di Dèsio, la città conosce una ripresa dell’attività edilizia che interessa anche il Duomo, completamente ricostruito a partire dal 31 maggio 1300. I Visconti comprendono l’importanza strategica di Monza nel nascente Ducato e della Chiesa monzese come centro di potere e di prestigio, indipendente dall’arcivescovado di Milano e legato all’Impero per la presenza della Corona Ferrea e per la tradizione delle incoronazioni imperiali. La costruzione del castello viene iniziata nel 1324 da Galeazzo Visconti. Con il passaggio della signoria agli Sforza, nel 1447, Monza si afferma come un importante centro della produzione e del commercio dei pannilana. In campo urbanistico, l’intervento più significativo è la creazione di piazza del Duomo sul lato occidentale della basilica di S. Giovanni.

La discesa in Italia di Carlo V coincide con l’età delle pestilenze che decimano la popolazione e della spietata fiscalità. La struttura urbanistica rimane pressochè immuta. Nel 1648 la contea viene acquistata dai banchieri Durini: l’economia conosce un periodo di ripresa, con lo sviluppo dell’arte del cappello. Le famiglie nobiliari e della nuova borghesia imprenditoriale scelgono la città per la loro residenza, influenzando così lo sviluppo dell’assetto urbanistico.

Nel corso dell’ottocento la crescita demografica si accompagna a una serie di interventi urbanistici che contribuiscono a dare un nuovo volto alla città: la costruzione della Villa Arciducale, fra il 1777 e il 1780 e la progressiva demolizione delle fortificazioni medievali, segnano l’insediamento di unità manifatturiere e l’espansione del nucleo urbano oltre la cerchia muraria medievale favoriti dalla soppressione delle proprietà religiose. Il Parco nasce nel 1806 per volontà di Napoleone e nel 1838 Monza è riconosciuta “città”. Il tronco ferroviario Milano-Monza, secondo in Italia, viene inaugurato nel 1840: in questa epoca di forte sviluppo industriale la campagna viene urbanizzata e la città si fonde con i paesi intorno, espandendosi verso sud (1880-1930), con un impianto regolare e moderni servizi di carattere sovracomunale. Nell’Ottocento inizia l’edificazione di ville per dignitari della corte arciducale prima e sabauda poi lungo viale Cesare Battisti. Lo sviluppo urbanistico del dopoguerra è legato alla nascita di nuovi quartieri periferici con strutture ad alta densità abitativa ed è regolato da forti vincoli infrastrutturali.

Cecilia Miradoli

@cecilianmd

Alessio Battilomo

@alessio_gump