Pavia

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Local manager Scila Mazzoleri

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Confina a nord con la città metropolitana di Milano, a est con la provincia di Lodi, con l’exclave di San Colombano al Lambro (città metropolitana di Milano) e con l’Emilia-Romagna (provincia di Piacenza), a sud-ovest, a ovest e nord-ovest con il Piemonte (province di Alessandria, Vercelli e Novara).

Storia

Nel 1499 il territorio pavese, passato con Milano agli Sforza, ebbe dall’imperatore la qualifica di Principato, che lo poneva al secondo posto dopo il Milanese tra le province sforzesche.
Il Principato di Pavia non aveva esattamente la stessa estensione dell’attuale Provincia.
Nel XVIII secolo avvenne lo smembramento del territorio pavese.
A Pavia rimase un piccolo territorio, appartenente alla Lombardia austriaca, col nome di Principato prima e di Provincia dal 1786. Nel periodo napoleonico (1797 – 1814) l’unione del territorio pavese non venne ripristinata.
Nel 1814, con il ritorno degli antichi regimi, le precedenti suddivisioni furono ripristinate, ma ben presto furono operate alcune modifiche per razionalizzare i confini. La provincia di Pavia, appartenente al Regno Lombardo-Veneto, fu ingrandita con i territori attorno ad Abbiategrasso (antiche pievi milanesi di Corbetta e Rosate), e inoltre con Monticelli Pavese ceduto dal Ducato di Parma e Piacenza (già dal 1786 alla provincia di Pavia era stato unito il Vicariato di Binasco ex milanese, e parte della pieve di San Giuliano). La Lomellina e il Vigevanasco (tranne Vinzaglio) furono uniti in una sola Provincia, appartenente alla divisione di Novara; l’Oltrepò invece fu diviso in due province, facenti capo a Voghera e a Bobbio, e appartenenti rispettivamente alle divisioni di Alessandria e Genova. L’Oltrepò perse Sale, Piovera e Guazzora, uniti alla provincia di Alessandria, ma acquistò Bagnaria, staccato da Tortona.

All’alba dell’unità d’Italia, nel 1859, l’amministrazione piemontese fu riformata (Decreto Rattazzi del 23 ottobre 1859): le province furono ridotte a circondari di nuove più ampie province coincidenti per lo più con le vecchie divisioni; i territori piemontesi dell’attuale provincia dunque erano destinati ad essere uniti alle province di Novara, Alessandria e Genova; ma l’annessione della Lombardia al regno di Sardegna permise di unire le tre ex province di Lomellina, Voghera e Bobbio alla provincia di Pavia. Quest’ultima peraltro restituì a Milano la zona di Abbiategrasso e Binasco, ma conservò a Pavia quella di Vidigulfo e Landriano.

Scila Mazzoleri

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