Siracusa

Siracusa

Local manager Sebastiano

@igsiracusa

Siracusa è una città sulla costa ionica della Sicilia. È nota per le rovine dell’antichità. Il centrale Parco Archeologico della Neapolis racchiude l’anfiteatro romano, il Teatro Greco e l’Orecchio di Dionisio, una grotta scavata nel calcare a forma di orecchio umano. Il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi espone reperti in terracotta, ritratti di epoca romana e scene dell’Antico Testamento scolpite nel marmo bianco.

Storia

La zona corrispondente all’odierna provincia aretusea, fu abitata da numerose popolazioni fin dai tempi più arcaici. Zone protosotiche come Thapsos, Cava del Rivettazzo, Necropoli di Cassibile e soprattutto Pantalica, hanno lasciato testimonianze molto importanti per la storia della Sicilia. La maggior parte degli insediamenti era situata su modeste pianure alluvionali, caratteristica che, unita alla possibilità di aggirare i Monti Iblei dal mare, favorì la rapida espansione militare e commerciale della città-stato di Siracusa verso l’entroterra ibleo. Anche il periodo romano, si caratterizzava per la presenza di un’organizzazione territoriale basata sulla “rete di città” presenti tra la costa ionica e le valli della pianura alluvionale iblea, consolidando il predominio dei centri costieri.

Nel Medioevo, la situazione cominciò a mutare a causa di due importanti fattori. Da una parte, le ripetute distruzioni di Siracusa – che fin dall’assedio di Marcello avevano lasciato un mare insicuro tra Catania e Agrigento – le guerre e la paura delle invasioni causarono lo spostamento, da parte dei Normanni, dei centri abitati verso l’hinterland, in posizione difensiva, con il conseguente fenomeno dell’incastellamento. Dall’altra, il conseguente bisogno di razionalizzazione dell’assetto territoriale, a causa dei fenomeni anzidetti che avevano comportato una regressione dei traffici commerciali verso l’esterno e l’intensificarsi del commercio interno, attraverso la formazione di unità amministrative paragonabili a forme embrionali di provincia, i cosiddetti Valli (dapprima quattro: Val di Noto, Val Demone, Vallo di Mazara e Val d’Agrigento, e poi tre, con la soppressione di quest’ultimo) che dureranno fino al 1810.

Di grande rilevanza nella storia geopolitica della provincia fu il terremoto dell’11 gennaio 1693 con epicentro, secondo alcuni Carlentini, secondo altri, il Golfo di Augusta, che sconvolse l’intero territorio, ridisegnandone la fisionomia. La ricostruzione conseguente al sisma, infatti, pur non essendo frutto di una pianificazione centralizzata, vide effettivamente, quali protagonisti Giuseppe Lanza, duca di Camastra, vicario generale di Carlo V, incaricato dal Re a coordinare le operazioni di ricostruzione, ed il Vescovo di Siracusa, che doveva vigilare sulla corretta applicazione delle norme del Concilio di Trento in materia di “culto divino”. A ciò si aggiunse il fatto che gran parte dei centri del Vallo furono ricostruiti in siti diversi da quelli che occupavano prima del sisma (Noto, Avola e Sortino tra gli altri); mentre in quelli ricostruiti in situ furono adottati nuovi modelli urbanistici applicabili a piazze e strade, vale a dire una sorta di piano regolatore ante litteram.

A tale cambiamento urbanistico, però, non ne seguì alcuno amministrativo. Affinché ciò avvenga, bisognerà attendere il 1810, anno i cui i Borbone, nel tentativo di modernizzare la Sicilia, divisero i tre valli in 23 distretti, che a loro volta vennero raggruppati, con decreto dell’11 ottobre 1817 in sette valli minori, sedi di “Intendenze”, sulla falsariga dei departments francesi sorti durante la rivoluzione. Tra le sedi d’Intendenza vi era pure Siracusa, che comprendeva il distretto omonimo, nonché i distretti di Noto e Modica.

Il 9 dicembre 1820, con l’emanazione della Costituzione da parte di Ferdinando I delle Due Sicilie, i sette valli vennero rinominate province. Nacque così la provincia di Siracusa. Nel 1837, però, a causa dei tumulti verificatisi in città, tra il 18 luglio ed il 6 agosto per l’epidemia di colera e per il malcontento dei rivoluzionari contro i Borbone, il Governo borbonico, con decreto dell’11 ottobre 1837, declassò Siracusa a capoluogo di distretto, mentre, il capoluogo della provincia venne spostato a Noto. Tale provvedimento punitivo nei confronti della città aretusea durerà fino alla nascita del Regno d’Italia.

Questa modifica creò la provincia di Noto. S’instaurò una sorta di sfida tra le due cittadine. La città netina divenne inoltre sede arcivescovile, per decreto di papa Gregorio XVI nel 1844; quindi la Diocesi di Noto prese parte dei territori della Diocesi di Siracusa.

Nel 1865, a seguito dell’Unità d’Italia, Siracusa ritornò ad essere il capoluogo della provincia.

Sebastiano

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