Stato Vaticano

Stato Vaticano

Fondatrice Joanne Bergamin

Local Manager Flamina Romani

Lo Stato della Città del Vaticano nacque l’11 febbraio del 1929, con i Patti Lateranensi, firmati tra l’Italia fascista e la Santa Sede; con alcuni accordi si concludeva la cosiddetta “questione romana”, aperta nel 1870, con la storica Presa di Roma.

Con questi accordi, entrati in vigore ufficialmente il 7 giugno 1929, la nuova entità statale ottenne la piena sovranità su: la piazza e la Basilica di San Pietro, i Palazzi Vaticani, i Giardini e alcuni edifici adiacenti.

Le basiliche di San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura, Santa Maria Maggiore, la Cancelleria, il palazzo di Propaganda Fide, il palazzo e i giardini di Castel Gandolfo e altri edifici posti nella città di Roma ottennero, invece, il diritto di extraterritorialità.

Lo spazio aereo e il sottosuolo furono interdetti allo Stato italiano.

Storia


L’attuale Città del Vaticano ha le sue origini nello Stato Pontificio, ovvero l’insieme di territori dell’Italia centrale su cui il papato esercitò il suo potere temporale dal 752 al 1870, anno in cui l’esercito Italiano, dopo svariati attacchi, riuscì nella conquista di Roma attraverso la famosa Breccia di Porta Pia. Ebbe fine così lo Stato della Chiesa, entità politica che aveva esercitato il suo governo per quasi un intero millennio, e nacque la Città del Vaticano. Il 9 ottobre 1970, il Regio Decreto n. 5903 soppresse il potere temporale del papato, proclamando Roma capitale d’Italia, uno Stato moderno governato dal potere temporale di autorità civili anziché religiose.

La Città del Vaticano come sede di cultura
Malgrado le alterne vicende storiche, la Città del Vaticano continua a essere uno dei maggiori centri mondiali di diffusione della cultura più alta. Si tratta di forme di cultura che vanno ben al di là della laurea in Religione in quanto tale e abbracciano vari campi dello scibile umano. Basti ricordare che in Vaticano ha sede la Biblioteca Apostolica Vaticana, dove sono custodite le più antiche raccolte di testi al mondo, alcuni dei quali risalgono al I secolo d.C. Come non menzionare, inoltre, tutti i tesori dell’arte custoditi tra le mura dei Musei Vaticani, che attirano migliaia di visitatori da tutto il mondo?

Le meraviglie dei Musei Vaticani
I Musei Vaticani ospitano a beneficio dei visitatori enormi collezioni d’arte accumulate dai pontefici nel corso dei secoli. Con oltre 7 km di sale e più di 6 milioni di visitatori ogni anno, i Musei Vaticani sono tra i primi musei del mondo sia per ricchezza del patrimonio che per affluenza. Fondati nel XVI Secolo da Papa Giulio II, i Musei Vaticani permettono di ammirare, per citare solo alcune delle opere più famose, la Cappella Sistina, le scale a spirale progettate da Giuseppe Momo e la spettacolare galleria delle Carte Geografiche, oltre che numerosi dipinti.

Stemma

Lo stemma dello Stato della Città del Vaticano è l’emblema araldico dello Stato indipendente della Città del Vaticano.

Esso è descritto ufficialmente all’articolo 20 della Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, in vigore dal 22 febbraio 2001, che riprende il contenuto dell’articolo 19 della Legge Fondamentale originale della Città del Vaticano, adottata il 7 giugno 1929 con effetto immediato. Entrambi questi documenti ufficiali presentano l’illustrazione dello stemma dello Stato accompagnato dalle parole «Chiavi decussate sormontate dal triregno in campo rosso» sotto la voce “Allegato B. Stemma ufficiale dello Stato della Città del Vaticano.

Curiosità

Il Vaticano non è certo un parco di divertimenti per teorici della cospirazione. La maggior parte delle attività che si svolgono all’interno delle sue mura potrebbero infatti risultare piuttosto noiosa al grande pubblico. L’aura misteriosa che circonda l’Archivum Secretum Apostolicum Vaticanum – questo il nome completo degli Archivi Vaticani – potrebbe ad esempio essere dovuta solo a una traduzione errata dall’originale latino: “secretum” non va tradotto come “segreto”, ma significa semplicemente “personale”. Chiunque abbia mai avuto una scrivania potrebbe probabilmente cogliere cos’è in ballo: l’Archivio “Segreto” Vaticano è una raccolta di documenti personali, soprattutto lettere private, cronache e registri storici dei Papi del passato. Scusate se siamo dei guastafeste, Dan Brown & Co.
In questa sede vorremmo condividere con voi un elenco di 11 domande che forse avete sempre voluto porre sul Vaticano.

1. Quante persone vivono in Vaticano?

Esattamente 605.

2. Quanti di questi 605 abitanti sono sacerdoti?

In Vaticano vivono 62 laici, oltre ai 105 membri della Guardia Svizzera. Gli altri abitanti sono cardinali, vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose.

3. Quante persone lavorano in Vaticano?

Si dice che quando un giornalista chiese a Papa San Giovanni XXIII (che regnò dal 1958 al 1963) quante persone lavorassero in Vaticano il Pontefice si fermò, ci pensò un attimo e poi rispose: “Circa la metà”.

Scherzi a parte, 4.810 persone lavorano per la Santa Sede (assistendo il lavoro pastorale del Papa nel mondo) e nella Città del Vaticano. Come qualsiasi altra città, il Vaticano ha un supermercato, musei e così via.

La Santa Sede impiega 2.880 persone in 65 corpi diversi (congregazioni vaticane, pontifici consigli, nunziature, uffici…). Solo nella Città del Vaticano ci sono 1.930 impiegati.

4. Quante chiese ci sono in Vaticano?


Oltre alla Basilica di San Pietro, ci sono altre sei chiese: San Pellegrino in Vaticano, Santi Martino e Sebastiano degli Svizzeri, Sant’Anna dei Palafrenieri, Sant’Egidio in Borgo, Santo Stefano degli Ungheresi e Santo Stefano degli Abissini.

5. Quanti musei ci sono?

Anche se si parla di “Musei Vaticani” al plurale, si tratta di un’unica struttura che comprende molti musei e gallerie (come la Pinacoteca Vaticana, il Museo Pio-Clementino, la Collezione d’Arte Religiosa Moderna, il Museo Chiaramonti e i Musei Gregoriano Etrusco e Gregoriano Egizio). In totale ci sono 54 gallerie, inclusa la Cappella Sistina.

Il Museo contiene quasi 70.000 opere d’arte, 20.000 delle quali in mostra, e attualmente impiega 640 persone che lavorano in 40 dipartimenti diversi.

Come nota a parte, nel Palazzo San Carlo c’è il cinema vaticano (gestito dalla Filmoteca Vaticana), in cui i Papi, lo staff vaticano e gli ospiti assistono alle rappresentazioni. Il cinema è una vecchia chiesa sconsacrata perché non c’era un motivo pastorale per tenerla attiva, visto che si trova all’interno del Vaticano. Giovanni Paolo II, che ha assistito a molti film in quella sede, ha detto una volta riferendosi alla chiesa: “Ci sono solo due posti al mondo in cui una chiesa è stata trasformata in un cinema: l’Unione Sovietica e il Vaticano!”

6. Quanti edifici ci sono?

Per quanto ne sappiamo non c’è un numero ufficiale, ma non ce ne possono essere troppi in uno spazio di 0,44 km quadrati, soprattutto quando si deve far spazio alla Basilica di San Pietro e alla sua piazza. Bisogna ricordare che la Città del Vaticano ha anche 13 edifici nella città di Roma (tra i quali le Basiliche di Santa Maria Maggiore e di San Giovanni in Laterano), così come la Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi e Castel Gandolfo (la residenza estiva dei Papi). Sono edifici extraterritoriali, ovvero quando si entra in questi luoghi non si è in Italia, ma in Vaticano.

7. Quante stazioni radiofoniche ci sono?

Solo una, la Radio Vaticana, con i suoi vari canali. Dopo la riforma di Papa Francesco fa parte della Segreteria per le Comunicazioni della Santa Sede. È stata istituita nel 1931 dall’inventore della radio, Guglielmo Marconi. Trasmette su Internet in 38 lingue e ha 355 impiegati di 59 Paesi diversi.

8. Quanti canali televisivi?


Nessuno. Il Centro Televisivo Vaticano non è un canale televisivo, ma un centro di produzione televisiva dedicato soprattutto a coprire le attività del Papa, condividendo il suo segnale con vari canali televisivi, la web e i canali YouTube di tutto il mondo.

9. Quanti anni ha lo Stato del Vaticano?

Lo Stato Vaticano è stato fondato l’11 febbraio 1929, quando è stato firmato il Trattato del Laterano. Le sue origini risalgono al martirio di San Pietro nel Circo di Nerone, che sorgeva dove oggi si trova la Basilica di San Pietro.

10. Perché la Basilica di San Pietro è la cattedrale del Papa?

In realtà non lo è. La cattedrale del Papa – la sua chiesa come vescovo di Roma – è la Basilica di San Giovanni in Laterano, che è fuori dal Vaticano ma ha lo status extraterritoriale.

11. In quali lingue sono i terminali ATM nella Città del Vaticano?

In diverse lingue ma anche…in latino!

Leggende

San Pietro

Un abbraccio che dura da quasi 350 anni e che con i suoi 240 metri di diametro è, con tutta probabilità, anche il più grande di sempre: quello di piazza San Pietro. Secondo la visione del suo ideatore Gian Lorenzo Bernini, l’intera area (completata nel 1667 dopo 11 anni) con i suoi lunghi colonnati che si estendono per quasi 320 metri di lunghezza avrebbe dovuto simboleggiare proprio l’abbraccio materno della Chiesa all’intera umanità. Un ideale epicentro della cristianità, ricco di storia, arte e fascino. Siamo così andati nel cuore della piazza per scoprirne tutti i segreti. E adesso ve li raccontiamo.

1. La facciata: i colori ritrovati
Splendida, imponente, uno dei luoghi più fotografati al mondo. È la facciata della basilica di San Pietro. Larga quasi 115 metri e alta 45,44 metri, venne costruita da Carlo Maderno fra il 1607 e il 1614. La sua caratteristica principale sono le colonne cosiddette “d’ordine gigante” che fanno da cornice agli ingressi. In occasione del Giubileo del 2000 fu restaurata e riportata ai colori originali voluti dal Maderno che si erano persi con il tempo. La facciata è preceduta da due statue raffiguranti san Pietro e san Paolo, scolpite da Giuseppe De Fabris e Adamo Tadolini nel 1847. Sono state collocate sul sagrato e sembrano dare il benvenuto a coloro che si apprestano a visitare la basilica.

2. Il balcone: l’habemus papam
Al centro della facciata c’è anche la Loggia delle Benedizioni. È il luogo dell’“Habemus Papam”, ossia dell’annuncio ai fedeli dell’elezione del nuovo papa che comincia con la celebre frase «Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam». Questa è ispirata al Vangelo di Luca (2, 10-11) che riporta le parole dell’angelo ai pastori quando nacque Gesù: «Non temete, ecco, vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore».

3. L’orologio: stili differenti
Alle due estremità della parte superiore della facciata si trovano anche due orologi. Sulla sinistra (guardando la basilica) c’è l’orologio “all’italiana” che scandisce il tempo con i caratteristici rintocchi delle campane che avvolgono i visitatori nell’atmosfera profonda della piazza. Dal lato opposto gli fa eco l’orologio in stile francese.

4. La balaustra: manca un apostolo
Nella balaustra dell’attico della basilica sono poi disposte 13 statue. Al centro c’è quella del Cristo Redentore, poi troviamo san Giovanni Battista e quelle di undici apostoli. Il dodicesimo, quello mancante, è san Pietro. Questo perché, come abbiamo già visto, a lui è dedicata una delle due statue collocate sul sagrato.

5. Il colonnato: gioco di prospettiva
Chi, visitando piazza San Pietro, non si è fermato sulla piccola mattonella vicino all’obelisco che segnala il centro del colonnato del Bernini? Da questo punto di vista, infatti, grazie a un effetto ottico dato dalla prospettiva, le quattro file di colonne sembrano scomparire formando un’unica fila di pilastri. È un’illusione resa possibile grazie all’aumento graduale del diametro delle colonne. Sopra di esse ci sono anche 140 statue di santi e i grandi stemmi di papa Alessandro VII che collegano la Terra al Cielo.

6. L’obelisco: fu trasportato
Alcune delle storie più interessanti sono quelle che riguardano il grande obelisco situato oggi al centro della piazza, ma che una volta sorgeva sulla spina del Circo di Nerone, cioè sulla sinistra della prima Basilica costantiniana. A volerlo a Roma fu l’imperatore Caligola, il quale per evitare che si spezzasse lo fece trasportare dall’Egitto su una nave carica di lenticchie.

Curioso anche il racconto legato allo spostamento. della stele egiziana, compiuto da Domenico Fontana nel 1586. Il ricollocamento vide impegnati 907 uomini, 75 cavalli e 40 argani. Un’operazione che aveva costretto Fontana a far costruire un’impalcatura, dalla quale dava indicazioni agli operai con l’ausilio di bandiere, trombe e tamburi. Nella piazza venne, quindi, imposto il silenzio per non disturbare. Tuttavia proprio durante le fasi finali del riposizionamento, le corde iniziarono a cedere. Fu allora che un uomo di nome Benedetto Bresca, forse un ex capitano di nave, spezzò il silenzio urlando: «Acqua alle funi».

Il consiglio fu ascoltato e la delicata operazione venne portata a termine. Come premio, alla sua famiglia fu affidato il compito di fornire le palme al Vaticano per le festività religiose. Difficile dire dove finisca la realtà e inizi la leggenda, ma tant’è che i fornitori ufficiali della Santa Sede delle palme sono ancora oggi i discendenti di Bresca.

7. La rosa dei venti e la meridiana
Nel 1817 l’astronomo Gilij pose una rosa dei venti e una meridiana alla base dell’obelisco, utilizzando quest’ultimo come “gnomone” (così si chiama la parte dell’orologio solare che proietta la propria ombra segnando l’ora). Una fascia di granito rosso fu collocata sul selciato e sopra di essa furono appoggiati 7 dischi marmorei. I due alle estremità segnalano il momento in cui l’ombra della croce sopra l’obelisco cade nei due solstizi dell’anno (il 22 giugno e il 22 dicembre). Mentre i restanti 5 indicano il passaggio del sole nei segni zodiacali rappresentati. Blocchetti di serpentino rosso e verde adornano la rosa dei venti, formando il caratteristico selciato romano. Ecco perché si chiamano “sanpietrini”: vennero realizzati per la prima volta in questa piazza.

8. La porta santa: simbolo del Giubileo
Infine alle spalle delle statue di san Paolo e san Pietro c’è un altro importante elemento. Si tratta della Porta Santa, una delle cinque porte di accesso alla basilica situata nella parte destra dell’atrio. L’apertura e la chiusura di questa in occasione degli anni giubilari sono due fra i riti più attesi della tradizione cattolica nel mondo. Sia per la loro cadenza venticinquennale che li rende più rari di altri, sia per la loro particolarità. In effetti, l’immagine del Santo Padre che fino al 1974 abbatteva il muro di mattoni per aprire la porta ai fedeli, o anche il semplice gesto di spalancare i battenti fatto da Giovanni Paolo II nel 2000, regala emozioni davvero uniche. Peccato soltanto che bisognerà aspettare altri 10 anni per poterle rivivere!

di | Adriano Alimonti

Cosa Vedere

7 chilometri di musei, un numero di opere d’arte indicibile, giardini, fontane, stranezze. Dagli affreschi di Michelangelo ad un pezzo di (vero) luna, ecco 7 tappe spettacolari, insolite e segrete con la guida del direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci

Se ci si fermasse per 30 secondi davanti ad ogni opera, non basterebbero due giorni per visitare tutto ciò che è custodito negli affascinanti e misteriosi Musei del Papa: un immenso spazio espositivo pieno di tesori millenari, con una vastità di collezioni presenti stupefacente. Oltre alla statuaria greco-romana, con – per esempio -il Laoconte e l’Apollo di Belvedere, ed ai capolavori del Rinascimento italiano, in Vaticano hanno trovato casa persino i manufatti degli aborigeni australiani, gli oggetti sacri degli eschimesi o i rotoli di seta provenienti dall’Estremo Oriente.

In un angolo nascosto dei sette lunghi chilometri di percorso dei Musei, si può ammirare addirittura un pezzo (vero) di Luna: l’infinità di opere presenti è impossibile da raccontare o scoprire in una sola volta…Ed è molto frequente che, durante una visita, per colpa della fretta, o perché magari se ne conosce poco la storia, si finisca per perdere quei capolavori meno famosi, ma comunque preziosi e ricchi di fascino. La stessa Cappella Sistina, visitata ogni anno da milioni di persone, non è solo sinonimo della grandezza di Michelangelo (certo, la meraviglia e lo stupore che si provano di fronte ai suoi affreschi, rischiano di oscurare tutto il resto). Tanto per fare un esempio, dentro a quella incredibile “scatola di colori” si trovano degli splendidi dipinti di Botticelli, del Perugino e del Ghirlandaio.

Bisogna dirlo: solo in pochi saprebbero raccontare tutte le bellezze (anche quelle meno famose) del Vaticano: ecco allora che, se si immaginasse l’esperienza più straordinaria da far vivere ad un visitatore ideale, sarebbe di certo quella di un tour al seguito di colui che tutti sognerebbero di avere come accompagnatore, il professor Antonio Paolucci, che dirige magistralmente i Musei del Papa da ben sette anni. Considerato una vera eccellenza in materia, è stato lui a raccontarci quali sono le opere che, per prime, mostrerebbe ad un ipotetico spettatore. E proprio partendo da quelle che ci ha voluto svelare il grande Direttore, ecco per voi le sette tappe da fare in Vaticano, le più insolite, meno conosciute, ma stupefacenti.

PRIMA TAPPA: Palazzo Borgia, per gli affreschi del Pinturicchio
«Perché, seppure si è detto malissimo di Alessandro VI – racconta il professor Paolucci – è stato lui a chiamare il Pinturicchio per far eseguire gli splendidi affreschi dell’appartamento papale». Queste decorazioni, nell’appartamento all’fatte di colori brillanti e di ornati d’oro, raccontano la storia della salvezza dell’Umanità per mezzo dei contenuti della Fede. Un lavoro in cui il Pinturicchio fu guidato da un religioso, un padre domenicano, che trasse ispirazione dagli scritti di Boccaccio ed Ovidio: peculiare l’esaltazione della figura del Pontefice, allegoricamente personificato in un toro, allusivo allo stemma del suo casato.

SECONDA TAPPA: il Dipartimento egizio, per ammirare il Tempio di Antinoo.
«È qui che l’imperatore Adriano esalta a tal punto il suo sentimento verso il giovane amato, Antinoo, deceduto in circostanze drammatiche, da farlo apparire con le sembianze della divinità Osiride». Nella sala del museo è ricostruita la parte più suggestiva della decorazione del Canopo di Villa Adriana, a Tivoli, vicino Roma. Questo edificio raffigura simbolicamente un ramo del delta del Nilo. La statua di Antinoo-Osiride, in marmo bianco, del 131-138 d.C, rappresenta il favorito dell’imperatore, morto affogato proprio nel canale che, sul Delta del Nilo, congiungeva Alessandria a Canopo (sede di un tempio).

TERZA TAPPA: la Cappella Sistina, con gli occhi puntati sulla Creazione di Adamo.
Per il professor Paolucci bisognerebbe visitarla di sera, quando fuori è buio, per ammirare la volta affrescata con occhi nuovi, grazie ad un sistema di illuminazione per nulla invasivo. Concentratevi sui particolari della Creazione di Adamo. «L’idea che ha avuto Michelangelo è straordinaria», spiega il Direttore dei Musei Vaticani. Quello che si vede è il bellissimo Adamo disteso a terra e, davanti a lui, Dio Padre. Il corpo esiste già, ma l’uomo, senza il soffio divino, è inerme: ecco che la creazione avviene con un contatto elettrico, come una scintilla o un pulsante che si accende. Solo quando Dio sfiora il dito di Adamo, per lui comincia la vita.

QUARTA TAPPA: osservare dal vivo un pezzo (vero) di Luna.
Questi frammenti, insieme ad una piccola bandiera dello Stato del Vaticano, furono donati dopo la missione Apollo XI del ’69 quando, per la prima volta, l’uomo mise piede sulla Luna. Fu il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon a volerli regalare ai cittadini del Vaticano e oggi vengono custoditi in una teca dei Musei. Una curiosità: se la bandiera accompagnò gli astronauti durante la spedizione nello spazio, i frammenti di roccia lunare furono presi da Neil Armstrong ed Edwin Aldrin nell’area denominata Mare della Tranquillità. All’epoca, Papa Paolo VI seguì l’allunaggio dalla specola vaticana, l’osservatorio astronomico di Castel Gandolfo.

QUINTA TAPPA: la Renault 4 di Papa Francesco
Immatricolata nel 1984, targata Verona 779684, l’utilitaria in mostra è appartenuta a don Renzo Zocca, che per lunghi anni è stato il parroco del quartiere operaio Saval di Verona. Simbolo dell’essenzialità
vissuta nelle periferie, la Renault 4 bianca ha percorso 300mila chilometri, per portare aiuto e conforto a chi ne ha avuto bisogno. Il pontificato di Bergoglio, improntato proprio sulla Chiesa che torna nelle periferie, ha spinto don Zocca a donare la macchina a Papa Francesco. L’auto, arrivata in Vaticano nel settembre 2013, si può vedere nel Padiglione delle Carrozze, il museo che racconta la storia della mobilità pontificia.

SESTA TAPPA: la Fontana della Galea tra i fiori del giardino
Con la bella stagione, si può godere della quiete del “cuore verde” del Vaticano, salendo a bordo dell’Open Bus ecologico. Con il tour, ci si immerge in un unicum affascinante fatto di fiori rari e alberi secolari, ma anche di torri, casine, e, soprattutto, di magnifiche fontane. Tra le cento presenti, la più spettacolare è certamente quella della Galea: uno scenografico galeone che zampilla acqua, un’imponente riproduzione in scala di un vero vascello da combattimento, armato di tutto punto, attrezzato di cannoni, vele e sartie; un’invenzione di così singolare eccentricità, che mai ci si aspetterebbe di incontrare nella città del Papa.

SETTIMA TAPPA: la grande muraglia cinese al Museo Etnologico
È un lungo rotolo orizzontale dipinto su seta e carta, appartenuto alla collezione del cardinale Stefano Borgia. L’opera, che risale al XVII secolo, fa parte del nucleo più antico del Museo Etnologico (in fase di riallestimento), e raffigura una dettagliata carta geografica. Da sottolineare, la rappresentazione, secondo l’orientamento cinese, del Nord nella parte bassa del dipinto. Il suo valore di testimonianza storico-artistica, ha fatto sì che il manufatto fosse sottoposto ad un intervento conservativo eseguito dall’eccellente Laboratorio di Restauro Polimaterico dei Musei Vaticani, coordinato dalla dottoressa Stefania Pandozy.

di | Sabrina Quartieri

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