C’è un’Italia che corre e che nuota.
Una che parte dai blocchi, salta, lancia, stringe i denti sull’ultimo rettilineo.
L’altra che si tuffa, trattiene il respiro, conta le bracciate e cerca il muro qualche centesimo prima degli altri.

Da Parigi a Birmingham, dall’acqua alla pista, l’estate dello sport italiano si è tinta ancora una volta d’azzurro. Non per una vittoria isolata, non per il talento improvviso di un singolo campione, ma per qualcosa che forse racconta ancora di più: la forza di un movimento intero.
A Birmingham l’Italia dell’atletica ha chiuso al primo posto nel medagliere con 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi: 22 medaglie. E pensare che fino a pochi anni fa vedere l’Italia davanti alle grandi potenze europee dell’atletica sembrava quasi un’eccezione. Oggi è successo per la seconda edizione consecutiva.
La prima volta era stata a Roma 2024. Sembrava una di quelle notti perfette che capitano quando gareggi in casa, davanti al tuo pubblico. Invece Birmingham ha dimostrato che non era soltanto magia romana.
E quasi contemporaneamente, a Parigi, anche gli azzurri degli sport acquatici hanno costruito un Europeo straordinario.
Del resto, nell’acqua avevamo già fatto la storia: a Roma 2022 l’Italia era diventata per la prima volta la nazione numero uno nel medagliere complessivo degli Europei acquatici, conquistando addirittura 67 medaglie.
Forse è proprio questa la cosa più bella.
Non siamo più davanti a un’estate fortunata o a una generazione irripetibile. I nomi cambiano, arrivano ragazzi nuovi, qualcuno si conferma, qualcun altro sorprende.
Ma l’Italia resta lì.
Sul blocco di partenza.
Sul trampolino.
Dentro una corsia.
Davanti a una pedana.
Daje tutta. 💪🏼 🇮🇹
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