Il Palio dell’Assunta

Domani, 16 agosto, a Siena succederà di nuovo una cosa difficile da spiegare a chi il Palio non l’ha mai vissuto: per poco più di un minuto una città intera sembrerà smettere di respirare.

Si corre il Palio dell’Assunta, la seconda Carriera dell’anno, quella dedicata alla Madonna Assunta. In Piazza del Campo saranno dieci le Contrade: Selva, Chiocciola, Oca, Nicchio, Lupa, Istrice, Torre, Aquila, Onda e Giraffa.

Il video che vedete, però, racconta l’altro Palio di questa estate. Quello dedicato alla Madonna di Provenzano che, dopo la pioggia e il rinvio del 2 luglio, si è corso il 3 luglio. A vincerlo è stata l’Aquila, con Giovanni Atzeni detto Tittìa e Diodoro. E qui la storia si diverte con le coincidenze: l’Aquila non vinceva dal 1992 e anche allora il Palio, rinviato per maltempo, si corse il 3 luglio. A portarla alla vittoria fu Andrea Degortes, il celebre Aceto. Quella del 2026 è stata invece la dodicesima vittoria di Tittìa, sempre più vicino alle 14 di Aceto.

Domani l’Aquila sarà di nuovo tra i canapi. E chissà.

Ma il Palio, forse, si capisce davvero osservando tutto quello che accade prima di quei tre giri di Piazza del Campo.

La mattina c’è la cosiddetta Provaccia, l’ultima prova, durante la quale tradizionalmente si tende a risparmiare cavalli ed energie. Poi arriva la “segnatura dei fantini”: da quel momento la scelta diventa definitiva. Nel pomeriggio, negli oratori delle Contrade, cavallo e fantino ricevono la benedizione. Il Correttore conclude pronunciando quattro parole che a Siena pesano moltissimo: «Vai e torna vincitore». 

Poi il Corteo Storico, Piazza del Campo che si riempie, i cavalli che escono dall’Entrone di Palazzo Pubblico e la mossa.

E c’è un particolare che racconta meglio di molti altri quanto il Palio sia diverso da una normale corsa: può vincere anche un cavallo senza fantino. È il famoso cavallo “scosso”. Perché il Palio appartiene alla Contrada e a vincere è il cavallo che completa per primo i tre giri, anche se nel frattempo ha perso il proprio fantino. 

Tre giri. Poco più di un minuto.

Ma dentro quel minuto ci sono secoli di storia, rivalità, famiglie, cene di Contrada, bandiere alle finestre, superstizioni, strategie, silenzi e persone che aspettano quel momento praticamente da una vita.

Perché a Siena il Palio non è semplicemente qualcosa che si guarda.

Si appartiene.

E domani, quando alle 19 i cavalli usciranno dal Cortile del Podestà, Piazza del Campo tornerà ancora una volta a trattenere il fiato. 

Il post

Foto di @ximecocca 

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Tomorrow, August 16, something will happen again in Siena that is difficult to explain to anyone who has never experienced the Palio: for just over a minute, an entire city will seem to stop breathing.

It is time for the Palio dell’Assunta, the second Palio of the year, dedicated to the Assumption of the Virgin Mary. Ten Contrade will compete in Piazza del Campo: Selva, Chiocciola, Oca, Nicchio, Lupa, Istrice, Torre, Aquila, Onda and Giraffa.

The video you are watching, however, shows the other Palio of this summer. The one dedicated to the Madonna di Provenzano which, after rain forced the race scheduled for July 2 to be postponed, was run on July 3. It was won by Aquila, with Giovanni Atzeni, known as Tittìa, riding Diodoro.

And this is where history seems to enjoy its coincidences: Aquila had not won since 1992, and that year too the Palio was postponed because of bad weather and eventually run on July 3. Back then, victory came with Andrea Degortes, the legendary Aceto. This year’s triumph was Tittìa’s twelfth Palio victory, bringing him ever closer to Aceto’s tally of 14.

Tomorrow, Aquila will once again be among the ropes. And who knows what might happen.

But perhaps the Palio can only truly be understood by looking at everything that happens before those three laps around Piazza del Campo.

In the morning comes the so-called Provaccia, the final trial, traditionally ridden with the aim of conserving the horses’ strength and energy. Then comes the official registration of the jockeys: from that moment on, the choice is final. In the afternoon, inside each Contrada’s oratory, horse and jockey receive a blessing. The priest ends the ceremony with four words that carry enormous weight in Siena: “Go, and return victorious.”

Then comes the historical procession, Piazza del Campo slowly filling with people, the horses emerging from the Entrone of Palazzo Pubblico, and finally the mossa: the start.

And there is one detail that perhaps explains better than anything else why the Palio is unlike any ordinary horse race: a horse can win even without its jockey. It is known as a cavallo scosso, a riderless horse. Because the Palio belongs to the Contrada, and victory goes to the horse that completes the three laps first, even if it has lost its jockey along the way.

Three laps. Just over a minute.

Yet inside that single minute are centuries of history, rivalries, families, Contrada dinners, flags hanging from windows, superstitions, strategies, silences, and people who have been waiting for that moment almost all their lives.

Because in Siena, the Palio is not simply something you watch.

It is something you belong to.

And tomorrow, when the horses emerge from the Cortile del Podestà at 7 p.m., Piazza del Campo will once again hold its breath.

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